— Ti piace Giorgio? Ti piace mio marito? Vuoi portarmelo via?
Al veder la faccia scombuiata dell'altra, capisce lo sproposito che ha commesso, e aggiunge subito:
— Oh te ne supplico, perdonami!... Non sono gelosa; ma gli voglio tanto bene!... Sono venuta in casa tua a offenderti.... Ti domando perdono....
La marchesa che ha dieci anni più di Ninnì, i capelli biondi un po' tinti e un po' finti, e parecchie date fatali nel suo calendario, sorride, se la stringe al petto e la racconsola; anzi la conduce a passeggio in carrozza perchè si distragga, ed è molto buona con lei.... Ma avverte Giorgio, più tardi:
— Quella vostra pupa bisognerà educarla, se non volete che un giorno o l'altro vi dia qualche seccatura. Non è ancora dressée....
Per dresser la piccola tigre, Giorgio fa sforzi sovrumani, e non vi riesce.
Egli era sincero, in principio, raccontava tutto: “La tale mi piace; Tizia si veste bene; Sempronia riceve con molto garbo„. Ma non è stato possibile seguitar per la via. Agli occhi di Ninnì, ogni donna menzionata da Giorgio con parole lusinghiere era un'amante, cosicchè si sarebbe detto che egli ne seducesse una la mattina e una la sera. Allora Giorgio non ha più aperto bocca, e si è guardato accuratamente dall'esprimere un'opinione intorno alle amiche di sua moglie; e questa cautela ha dato per frutto che ogni qualvolta Ninnì ha scoperto che Giorgio è andato a trovare la Marnoldi o la Palmieri ed è stato zitto, il silenzio del marito le è parso indizio certissimo di tradimento.
Giorgio s'è anche provato a discutere, dimostrando a Ninnì ch'egli l'adora ed è fedele; che se non fosse fedele, non sarebbe tanto sciocco da additar con espressioni ammirative proprio quelle che non dovrebbe mettere in troppa luce; che un po' di galanteria, d'innocuo corteggiamento, è necessario al ben vivere....
— È necessario? — ha osservato Ninnì. — E allora, te la troverò io, la donna da corteggiare per il ben vivere.... Deve essere simpatica a me.... Te la troverò io....
E l'ha trovata, con immenso stupore di Giorgio.