Egli credeva che sua moglie dovesse comparirgli innanzi un giorno con qualche amica gobba o guercia o almeno sessantenne; e non è a dirsi la meraviglia di lui allorchè dalle preferenze concesse, dalle espressioni di simpatia, dall'intimità ostentata, ha potuto comprendere che Ninnì si fida di Tatiana Cordiglieri.
Tatiana Cordiglieri è un'importazione; figlia del principe Sebastow, — al Caucaso i grandi proprietari hanno tutti il titolo di principe, o se lo prendono, insieme col treno che li conduce all'estero, — Tatiana ha ventitrè anni, e da due è sposa al vecchio conte Cordiglieri, deputato al Parlamento.
Si sa che l'on. Cordiglieri ha fatto enormi sacrifici pecuniari per il partito liberale-conservatore, il quale lo rimerita chiamandolo “l'illustre Uomo„ con l'U maiuscola; i partiti restituiscono sempre i quattrini a questa maniera. E l'illustre Uomo se n'è compensato, sposando Tatiana Sebastow, della quale erano assai più tangibili e sicuri i milioni che il titolo di principessa.
— Corteggiala pure, — ha detto Ninnì a Giorgio quasi sfidandolo. — È una slava; carattere fiero, dritto, leale.... Le slave son meglio delle italiane; non si lascian pigliare all'amo del sentimentalismo; poi sono fredde e logiche, e non mancano ai loro doveri....
Giorgio si è chiesto invano quando e come sua moglie abbia appreso tanta scienza etnografica; ma ha visto che Tatiana è molto graziosa: carnato scuro con occhi cilestrissimi; capelli castani a riflessi dorati; statura al disotto della media, per le quali stature sono state scoperte apposta le statuette di Tanagra. E gode una libertà sconfinata, perchè l'onorevole Cordiglieri deve aver delle slave la stessa opinione che Ninnì.
Tatiana ride spesso, di tutti e di tutto; ma nervosamente, con qualche improvviso sprazzo di malinconia, che indica una lacuna nel suo sentimento, un dubbio nella sua vita, una volontà oscura e inquieta, che potrebbe chiarirsi domani. Le piace molto l'Italia, e in un anno ne ha imparato la lingua, che parla con lieve accento esotico, dimenticando spesso gli articoli e le doppie, e moltiplicando le dentali, ma piacevolmente.
— Caro Giorgio Nicolajevic, — dice talora sorridendo. — Io farò qualche follia per il vostro magnifico paese....
— Speriamo, speriamo! — risponde Giorgio con umiltà.
E a Ninnì rende conto delle sue impressioni.
— Hai ragione; è un carattere di ferro. Come vuol bene a suo marito! Non vede altri al mondo, e sarebbe ridicolo corteggiarla.