Segue un breve silenzio; Ninnì si raccoglie a meditare, aggrondata la fronte e riunite le labbra a un piccolo muso.
— Giorgio!...
— Che hai?
— Non l'avrai mica disgustata con la tua corte? Non le avrai snocciolato le solite sciocchezze della figuretta gentile ed elastica? Con le slave non si possono dire queste cose.... Mi dispiacerebbe per lei, intendiamoci; parlo per lei, non per me. Io non sono gelosa....
— Non sei gelosa, lo so, non ti degni!... Ma ti pare, Ninnì? Corteggiare una tua sorella? E poi così fredda e logica, così diversa dalle italiane, così nemica del sentimentalismo?... Ah, bisogna dirlo alto: le slave non mancano ai loro doveri....
E perchè Ninnì non gli veda gli occhi che ridono, Giorgio s'inchina ad accendere la sigaretta, tenendo il cerino tra le mani chiuse a coppa, come se nel salotto soffiasse un vento infernale....
LA SIGNORINA EMPIASTRO.
Pochi giorni prima di prendere congedo dalla famiglia Grifi, l'istitutrice si degnò di confidarsi con la cameriera. Era un'istitutrice francese, la quale parlava l'italiano con sufficiente esattezza; e doveva essere sostituita da un'istitutrice inglese, la quale parlasse il francese con sufficiente esattezza.
— Io sono contenta d'andarmene, — disse Mademoiselle. — Non posso lagnarmi della signora e del signore, che mi han trattato sempre bene. Ma la signorina! Come fate voi a resistere? Come si può starle vicino senza impazzire? In un anno, ho percorso tutta una Via Crucis che non dimenticherò più. Me ne vado, e sono contenta. Sono contenta di lasciar la casa e la signorina Empiastro....
La cameriera, stupefatta a udir così definita brutalmente la piccola Nora Grifi, non trovò risposta; ma il soprannome di signorina Empiastro per la fanciulla di sedici anni tutta gentile, le parve disgraziato e ingiusto.... E quando Mademoiselle se ne fu andata coi molti bei regali che i signori Grifi non mancarono di farle, la cameriera osò aprirsene con Nora.