Venne l'istitutrice inglese, e venne insieme una proposta di fidanzamento del dottor Guidelli.
L'istitutrice, miss Evelina Towsend, era peggio di quell'altra: fredda, stecchita, meticolosa, si stupiva di tutto, voleva insegnare il risparmio alla fanciulla, deplorava che avesse tanto danaro, e coglieva ogni occasione per farle una lezione di morale.
Il dottor Guidelli, giovane e ricco, guardava molto la fanciulla e amava ascoltarne il chiacchierio; era per lei rispettoso, attento, sollecito, qualche volta improvvisamente timido.
— Che cosa pensi del dottor Guidelli? — le chiese la mamma, tanto per chiedere.
— Io? Proprio niente! Voglio comperarmi un paio di guanti bianchi filettati di rosso, che ho visto ieri. Ti pare che mi staranno bene?
— Ti staranno bene. E allora, il dottor Guidelli?
— Ma che devo farmene? Non ci ho già il dottor Montalba che mi aiuta a curare le aiuole? Tu vedessi quella sassifraga, com'è riuscita!
Dell'istitutrice si sbarazzò in maniera semplice. Litigò con lei perchè non le permetteva la sera di fare i “salti mortali„ sul letto, prima di coricarsi. Nora affermava che tutte le altre istitutrici glielo avevano permesso.
— Facevamo le capriole insieme. Se lei non sa farle, almeno le lasci fare a me!
Miss Evelina Towsend non rispose. Nora s'arrampicò sul letto.