—Allora risparmio la visita. Mi accompagnate fino ai giardini?—

Nell'atto in cui s'incamminava, l'osservai con attenzione, mettendomele a fianco.

L'insolita espressione d'umiltà era cresciuta in Laura, fino a diventar dolorosa; in quel volto bianco non vedevo che le occhiaie, assolutamente livide, incavate; occhiaie prodotte da sofferenze indicibili, continue, roditrici. Quand'ella si mosse, potei rilevare che Laura procedeva curva, ma così insensibilmente da non esser notato se non da chi sapeva tutta l'elastica sveltezza di quell'andatura, tutta l'abituale superbia di quel portamento….

—Più adagio,—ella disse con un fievole sorriso.—Non posso affrettarmi io.

—Perdonate,—risposi, rallentando il passo.—Non siete guarita?

—Colle vostre cure assidue?—mormorò Laura in tono di corruccio.—Non sono guarita; faccio la disperazione del mio medico.—

Tornai a guardarla, preso da un senso di paura. Laura decadeva con rapidità; nelle due settimane scorse dalla mia visita, aveva dato un terribile tracollo, anche meglio accentuato dall'abito nero ch'ella portava.

—Sono brutta, non è vero?—domandò. E senza lasciarmi il tempo di rispondere, aggiunse:—Ho da dirti una cosa. Giorgio pare geloso di te; s'è messo a fare il geloso, dacchè sono malata, per rendermi più allegra l'esistenza. Quando sei venuto a trovarmi ultimamente, egli t'ha visto mentre uscivi e lui tornava dal suo ufficio; mi ha fatta una scenata; ha detto che non dovevo riceverti, dopo le scortesie di Pallanza…. Non aveva torto, in fondo, ma io ho capito che tu gli dài ombra….—

Il passaggio repentino dal voi al tu mi spiacque; la notizia m'indispettì….

—Io lo imaginava,—risposi.—Ecco perchè non son venuto oltre da voi….