—Eppure, poichè sono sempre sola, bisognerà che tu venga a trovarmi, almeno quando c'è Giorgio….
—Brava!—esclamai ridendo.—È affatto impossibile. Io parto a giorni….
—Per dove?—chiese Laura, con tale accento d'apprensione, che l'idea d'essere amato da lei soverchiò l'angoscia di vederla sofferente e mi richiamò un fugace sorriso di trionfo.
—Per dove, non so. Me l'hanno rammentato or ora i miei suoceri: colla primavera si doveva riprendere il viaggio in Italia….
—Il viaggio? Quale viaggio?
—Il viaggio di nozze,—mormorai a denti stretti.
Eravamo giunti all'entrata dei giardini. Passammo i cancelli senz'aggiungere parola, io guardando la gente, Laura a testa bassa.
—C'è la musica laggiù,—diss'ella accennando una folla immobile di persone.
Piegammo verso sinistra, dov'era il piccolo lago, per un viale disadorno e povero di piante. Sùbito, un'aria più dolce sembrò spirare beneficamente.
Laura sedette sopra una banchina a ridosso d'un gruppo di tufo e segnò per terra delle orribili teste colla punta dell'ombrellino. Io restai in piedi, innanzi a lei, appoggiandomi col bastone al tronco d'una pianta.