Accompagnai il Caccianimico nell'anticamera, fin sulla soglia della porta.
—Ebbene?—egli chiese a voce bassa.—Sei stato in casa Uglio?
—Giorni sono.
—Hai invitata Laura a far visita alla tua signora?
—Non ne valeva la pena. È ammalatissima povera donna.
—Pare anche a te?… Io la vedo perduta,—concluse Ettore con indifferenza, mentre se ne andava.
Perduta! Non era dunque un' esagerazione della mia fantasia? Ma allora, che valeva il rispetto umano? S'ella desiderava di vedermi vicino a lei, potevo contentarla, senza riguardi per il mondo; perchè rifiutare quel conforto a un'amica, la quale m'aveva conosciuto libero, indipendente, e nel turbinìo della vita non s'era dimenticata di me?
—Andrò da lei, stasera!—mi dissi, rientrando nel salotto.
Il volto calmo di Lidia ebbe la potenza di stornarmi il pensiero dietro altre idee non meno tristi. In quella medesima notte, Lidia aveva pianto; adesso era serena, quasi allegra Perchè?
—C'è stato Gian Luigi a trovarti, mentr'ero fuori?—domandai.