Quando, inoltrandomi sotto l'atrio, pensai rapidamente alle infedeltà comode e vili, cui un salotto chiuso e l'occasione propizia potevan dar luogo,—m'arrestai di colpo, quasi m'avessero piantato un coltello nel fianco; voltai le spalle, tornai in istrada, e mi gettai in una carrozza da nolo che passava.
Ero così offuscato, da non ammetter divario fra Laura e Lidia; perchè ammetterlo, se non ne ammettevo fra me e Gian Luigi?… Le notizie di Laura l'avrei prese l'indomani; ella mi amava e non a lei, quindi, doveva esser rivolta specialmente la mia attenzione,—bensì a Lidia, che non mi amava più…. Per ora, bisognava sfuggissi al destino dei mariti, i quali creano essi medesimi le occasioni alle mogli.
Nel mio salotto, non si giuocava; i gettoni e le carte erano abbandonate sul tavolino, qualcuna per terra. Lidia sedeva sullo sgabello innanzi al piano-forte; Gian Luigi sopra una poltrona, all'angolo estremo della camera.
—Mi manca l'ultima strofa,—diceva Gian Luigi.—Volevo trovare un pensiero grazioso, un po' francese, sa, una specie di birichinata elegante; ed è difficile….
—Sì,—rispondeva Lidia,—bisognerebbe armonizzar le parole colla musica. Finora, quel che ha fatto, mi piace molto.
—Hai composta una romanza?—domandai.
—Una cosetta delle solite,—disse Gian Luigi, senza stupirsi pel mio ritorno.—Una cosetta press'a poco così….—
Prese posto al piano, mentre Lidia ed io restavamo in piedi, ai fianchi di lui; guardò in alto un istante, quasi per ricordarsi, annunciò:
—Ecco….—
e cominciò la romanza, canticchiandone sottovoce le parole con una passione man mano più accentuata….