—Ho l'occhio troppo esercitato per commettere simili errori,—disse.—Tu hai una stranissima opinione dei tuoi amici, dacchè non sei più libero, e a mio riguardo non ti sei contenuto come per l'addietro…. Tu…. hai dubitato di me, hai sospettato in me le intenzioni più assurde e più maligne, hai chiaramente dimostrato che vedevi in me un importuno….

—Se tu sapessi,—mormorai, lasciandomi ricadere nella poltrona,—se tu sapessi la tremenda condizione d'un marito! Sì, certo io ho dubitato di te, come di tutti…. Ma una tua confidenza poteva rischiararmi e togliermi i sospetti.

—Quando ho pensato di farlo,—rispose Gian Luigi, sedendosi presso la finestra,—non era più giusto…. L'amore, cominciato da uno scherzo, era diventato tragico, mi dava troppi dolori e troppe ansie per poterne discorrere come di un'avventura qualunque. Inoltre, io sapeva quel che tu andavi meditando….

—Cioè?—domandai con un presentimento.

—Potresti negarmi che tu hai ritardato un viaggio per la sola speranza di afferrar quest'anno l'occasione rifiutata l'anno scorso?… Devi ricordare che io mi congratulai un giorno per la tua improvvisa ricomparsa in casa Uglio; come seppi quello, seppi il resto: una passeggiata ai giardini, mezz'ora dopo che ne ritornavi; un incontro in un negozio; una sollecitudine morbosa e inconcepibile per la salute d'una persona alla quale avevi dimostrata un'antipatia quasi grottesca. Non era difficile tirar la deduzione da queste premesse; e la deduzione escludeva ogni confidenza.—

Chinai il capo sotto il peso di quella duplice rivelazione. Io m'era ingannato come marito e come amante! Come marito perchè avevo interpretate le tristezze di Gian Luigi, la sua ostinazione a non visitarci cogli altri—quali corollarî d'un disegno inconfessabile, quali astuzie per goder meglio dell'intimità di Lidia, laddove un'altra donna era la segreta causa di quella condotta. Come amante, perchè la mia vanità ridicola aveva dato alle parole e agli atti di quell'altra donna un significato pericoloso e lusinghiero, mentre essa mi considerava un buon amico e mi voleva tale in casa sua….

Sentii una triste vergogna per il lungo periodo di sospetti onde aveva offesi Gian Luigi e la povera Laura…. Mi levai e dissi stendendo la mano:

—Io ti chiedo perdono di tutto!—

Gian Luigi prese la mia mano e la strinse fortemente:

—No,—egli rispose,—non c'è bisogno di perdono. Ho ben compreso che tutto è sorto per un'allucinazione sciagurata. Credevi di non essere amato, come credevi d'amare chi non dovevi; ora colle mie spiegazioni sai a che devi tenerti….