—Accetto!—disse Gian Luigi semplicemente.—Ciò che mi atterrisce è la solitudine.—
Susseguì un breve silenzio; mi rimisi a sedere nella poltrona, osservando con rapidità come le cose fossero mutate in poche ore, maravigliando per la rassegnazione venuta nel mio animo a prendere il posto d'una momentanea follia.
—Io non vorrei,—soggiunse Gian Luigi,—che questa tua decisione fosse male interpretata.
—Da mia moglie?
—Innanzi tutto….
—Non importa!—mi sfuggì.—Posso scrivere e spiegarmi…. Lidia è fiduciosa.—
Dovetti fare uno sforzo per non dare alle parole un'intonazione sarcastica; inutile sforzo, quando Gian Luigi aveva intuite le modificazioni verificatesi in un anno.
Quella sera medesima, ritornando verso casa, io pensava d'essermi assunto un compito ben difficile nel voler sanare la piaga onde il cuore di Gian Luigi sanguinava. Egli s'era tosto richiuso in una diffidenza egoistica, forse giustificata dalla leggierezza della mia precedente condotta; nulla più accennava in lui l'amabile gentiluomo pronto al motteggio e all'ammirazione, all'entusiasmo e alla critica per quanto si vedeva intorno….
Era venuto a teatro, e alle prime battute dell'orchestra il suo volto aveva significata una così intensa sofferenza di ricordi ch'io gli aveva proposto d'andarcene sùbito; al Circolo, non aveva giuocato, limitandosi a sorbire una tazza di tè nero, la quale doveva procurargli una notte d'odiosa insonnia; era rincasato verso il tocco, mentre per abitudine, verso il tocco entrava al Circolo, ritornando dalle partite con Lidia; gravi sintomi d'assorbimento morale, contro cui non sarebbe valso alcun tentativo di reazione. Egli aveva in animo d'assaporare fino alla fine il cordoglio insuperabile per un passato perdutissimo, rifacendosi col pensiero chi sa quante volte all'ultimo periodo tragico onde il primo periodo ridente era stato concluso.
S'io avessi istituito un paragone fra quella specie di sofferenza e la mia, avrei trovato quanto la mia fosse più greve perchè più volgare. La morte di Laura era valsa a coprirmi di ridicolo, comechè io mi fossi martoriato, esaltato, disperato, credendo di perdere un'amante, laddove mi dovevo presto accorgere ch'io aveva perduta semplicemente una conoscenza piacevole; non solo, ma potevo (forzando con cinismo il passato vivo d'una donna morta), ricostruire quel tempo in cui tutti i desiderî e i sogni risvegliatimi da Laura, si sapevano intorno a me, eran comentati da lei nei convegni con Gian Luigi, ai quali si recava mezz'ora dopo avermi lasciato….