—Esci?—domandai.
—Venivo a prenderti,—egli rispose.—Andiamo a provare Steppa se non hai paura di romperti il collo!—
S'avvicinò alla cavalla, accarezzandola sulla fronte; poi salì nel veicolo, prese le redini dalle mani del servo, e quando mi fui accomodato al suo fianco, aizzò Steppa che s'incamminò con grande strepito di ferri sotto l'androne.
—Hai dormito?—domandai.
—Ho lavorato…. Perchè non lavori anche tu? È una consolazione.
—Bene, Severino Boezio! E di che cosa debbo io consolarmi?
—Di tutto….
—Allora, io ti domanderò se non ci fosse qualche lavoro di consolazione…. preventiva; qualche lavoro che ci consola prima di quanto non otterremo o non dovremmo ottenere….
—Se ci fosse, non sarei qui!—rispose Gian Luigi che aveva capito.
La prova del cavallo era un pretesto per uscir di casa. Steppa andava benissimo e percorse un lungo tratto fuor della città senza adombrarsi nè rallentare il suo trotto splendido…. Gian Luigi appariva meno cupo; incontrato un convoglio funebre che veniva verso la città, gli diede uno sguardo breve con un sussulto, e lo evitò rapidamente.