—Che sapor di rosa il tuo bacio!—dissi.—Poi mi morsi le labbra, poichè questa era una frase della morta Laura.—Ti aspetto in giardino,—aggiunsi, uscendo.

Invece, quando fui in giardino, un istinto più forte mi trasse a passarne il cancello e ad avviarmi sulla strada per Intra. V'era dovunque un delizioso profumo d'olea fragrans; i muri di cinta ai lati, coprivan già d'ombra benigna la strada, così dilettevole e propizia alle meditazioni, ch'io mi trovai ad Intra quasi senz'avvedermene.

Analizzavo il bacio di Lidia; s'ella non mi fosse stata cognita, l'impressione deliziosa prodottami da quell'abbraccio improvviso, avrebbe avuta una giustificazione; ma perchè io conosceva Lidia di fronte alle forme dell'amore, l'impressione era puerile, non potendo attribuire lo slancio affettuoso della donna a un desiderio di darsi, forse l'unico desiderio, forse l'unica forma amorosa per rallentare se non distruggere il processo de' miei sospetti e le dissonanze d'indole che ci torturavano…. Quel bacio era stata una spensieratezza o una malignità, ed io n'era rimasto vittima come a diciott'anni.

Avrei dovuto attendermi ben altro, ben più ammalianti seduzioni da una donna che stava per tradirmi: (ormai avevo classificata Lidia così, mettendola al mio fianco in quel Circolo sul quale avevo fatte profonde meditazioni, giorni addietro). Bene ammalianti seduzioni doveva ella sfoderar come artigli, per ingannarmi e chiudermi gli occhi, perchè noi ci eravamo amati troppo in fretta e le seduzioni naturali eran già esauste!

Bisognava stringerla in un cerchio di ferro, spiarla attentamente, interpretarne i pensieri, accumulare delle prove, dimostrarle come tutto io sapessi comprendere.

Una barca approdò alla riva, mentre formulavo quel chiaro indirizzo di condotta…. Allungai un po' la testa dalla soglia del caffè ove m'ero seduto, e vidi Ettore balzare agilmente sul greto, salir la piccola ascesa fino all'altezza della strada, e dirigersi alla mia volta.

Egli sedette al mio tavolino esprimendo il piacere d'avermi incontrato. Io lo guardava con intensità: era costui che insegnava l'inglese a Lidia e le scriveva; era costui che nella caverna de' miei sospetti veniva a prendere il posto di Gian Luigi Sideri; dovevo badare stavolta a non ingannarmi, a dedurre con facilità, cernendo i fatti significanti da quelli comuni ai quali il mio amore prestava un significato fittizio.

—Spiegami,—egli disse ridendo,—il mistero della tua scomparsa. Ai funerali non ti ho visto: quando hai telegrafato, credevo in qualche intrigo; poi, quando sei ritornato, non ho saputo più che dire.

—Naturalmente,—risposi.—Tu sei avvezzo a interpretare con malignità ogni cosa, ed è questo il metodo più sicuro per non capire le azioni semplici. Ho trovato a Milano il conte Sideri molto indisposto, e mi son trattenuto qualche tempo.

—Malignità,—fece Ettore, alzando le spalle.—Non fui più maligno degli altri; perchè ti debbo avvertire che le tue stranezze fecero una cattiva impressione qui.