—Questa signora,—mi spiegò Lidia chinandosi alcun poco verso di me,—è una simpatica giovane che ha il marito infermo. E hai notata, mamma, una stranezza?—
Donna Teresa affermò col capo.
—Non avevo ragione io?—continuò Lidia.—Proprio, una rassomiglianza non comune.
—Con chi?—domandai.
—Bisognerà pensare a far rimettere in ordine la camera che Lidia occupava prima,—disse Pietro a donna Teresa.
—Ci ho già pensato io,—mormorò Lidia, arrossendo brevemente.
E distratto da quel rossore, non insistetti a chieder con chi avesse una strana rassomiglianza la signora Giustiniani.
Si sorbì il caffè sulla terrazza; poi ciascuno prese posto in qualche angolo, nell'attesa del tramonto ampio e sanguigno. I signori Folengo in preda a un'inesauribile degustazione dell'intimità coniugale, s'appartarono, volgendoci le spalle e chiacchierando sottovoce; Lidia ed io rimanemmo lungamente appoggiati al davanzale: soffiava una fresca brezza, e lontana si stendeva una nebbia azzurrognola, entro cui le ville e i monti parevano spostati innanzi, isolati sull'acqua, come avviene dei corpi chiusi fra lucidissime pareti di ghiaccio.
La campagna giovava a Lidia, che in pochi giorni aveva presa una tinta bruna, assai piacevole; e le nuoceva nel medesimo tempo, comechè dovesse aiutare quella tendenza alla pinguedine, di cui io m'era avveduto e s'era avveduta anche la donna, ora angustiata dalla scoperta e impensierita….
Verso le otto, ci recammo alla villa Caccianimico, ove tutte le sere si radunavano gli amici.