—Torniamo!—disse la Giustiniani, accorgendosi ch'ella arrischiava di sentirsi baciata sulle labbra da un momento all'altro.

E invero, dopo sette giorni, era troppo presto.

Nel ritorno, chiacchierammo frivolamente, incontrando pel viale due bambini che facevan correre il cerchio di legno e ci avrebbero sorpresi se fossimo rimasti ancor più a lungo lassù.

Quindi ci passaron daccanto Pietro Folengo ed Ettore Caccianimico, a braccio: gli uomini serî andavan senza donne e dovevan parlare di me…. sentii queste parole, pronunciate da Ettore:

—«…. sciupando così le sue facoltà preziose d'osservazione in sospetti ridicoli, non se ne potrà servire utilmente, quando venisse il giorno….»—e i due uomini piegarono verso il chiosco ove qualche volta si pranzava.

—Eppure Lei m'interessa,—mi diceva Marta Giustiniani, rifatta ardita dalla presenza d'altri e scintillando inconsciamente negli occhi grigi, dilatati.—Avrei un mucchio di domande a farle….—

Ora ci si avvicinava Gian Luigi colla signora bionda, seguìta dalle tre figlie. Sebbene Gian Luigi fosse tuttavia triste e scorato, la sua vista mi eccitò un sorriso maligno…. Per istinto beffardo, lo vidi ridevolmente piccolo, con una piccola testa, un piccolo fiore all'occhiello, una piccola canna alle mani…. Diceva:

—«…. Questo secondo romanzo è finito. Lo consegnerò all'editore entro il mese, e ne spero bene. Ci si salva da molti dolori, lavorando….»

Oh, le mie speranze di gloria, i miei amori d'arte, i miei proponimenti, dov'erano andati? Scossi la testa, rabbrividendo, e mi volsi a Marta Giustiniani. Costei era corpo ed anima, non vuoto fantasma: purchè ella acconsentisse, io avrei dimenticato…. Onde, risposi con viva speranza:

—Un mucchio di domande vuol farmi? E perchè manca di confidenza?
Sarei ben felice di rispondere a tutte, a tutte, nessuna eccettuata.