—Non è permesso, non è permesso andar via a quest'ora!—

E a bassa voce mi aggiunse:

—Sta bene attento: voi vi amate troppo in fretta!—

VI.

Avveniva in me da qualche tempo un fenomeno eminentemente nuovo.

Avveniva che dopo i maggiori trasporti d'affetto, dopo le ore più confidenziali, io vedessi a un tratto in Lidia un'estranea, una donna messasi al mio fianco io non sapeva perchè.

Mai simile fatto erasi avverato con altre donne, destinate a passar velocemente; ma con Lidia sì, poichè ella doveva essere per legge e per diritto non altro che una ripetizione del mio animo, e quasi il sangue mio doveva trasfondersele, ed ella rappresentava la famiglia, il legame alla vita, il perchè della vita.

Ora, io mi chiedeva:

—«Può ella diventar tutto questo? Chi è Lidia Folengo? In qual modo ho io creduto che fossero in lei tali affinità da permetterle questa mutazione di sentimenti?»—

Io, ripeto, vedeva in Lidia un'estranea; ma non con amarezza, bensì con maraviglia profonda.