—Per quando vuoi, per dove vuoi….—
Ma ero stato un imbecille a non comperar sùbito il romanzo di Gian Luigi: bisognava leggerlo, avevo urgenza di quel libro: volevo stabilire immediatamente….
—È proprio necessario partire?—domandò Lidia, abbassando la testa sul foglio di carta.
—Necessario?—esclamai.—Che domanda! C'è qualche cosa di necessario, al mondo?
—Oh, Sergio!
—Ma sì; non c'è nulla di necessario, cara amica. Si parte, si viaggia, perchè ciò è nelle abitudini, nelle tradizioni, e perchè sarebbe lo stesso non partire, non viaggiare….
—Allora, non partiamo, e non viaggiamo!—fece Lidia in tono secco.—Io sto bene qui.—
S'alzò dalla sedia e si mise a passeggiare pel salotto. Ella aveva indossata una vestaglia verde-cupo, che aveva la vita brevissima, e dal petto giù fino ai piedi, serbava una linea rigida e severa, appena interrotta a metà da un nastro fissato ai fianchi e incrociato sul davanti; somigliava così, Lidia, a una scultoria figura bizantina.
Cominciai dal gettarle un'occhiata d'ammirazione, senza muovermi dal mio posto: quindi risposi:
—Allora, non partiamo e non viaggiamo!—