Lidia sospirò, passandosi la mano dietro la nuca a lisciarsi dei capelli che supponeva scomposti; ma come non si decideva a togliersi dalla sua positura, me le avvicinai, le tenni le mani per l'estremità delle dita, e fissandola in viso:

—Làsciati ammirare!—dissi.

Aveva realmente una vestaglia nuova, alla Pompadour, con fiori sul petto; un nastro azzurro le girava attorno alla testa, pettinata secondo la foggia greca. Sentii le sue dita fredde, vidi le braccia scoperte, il viso bianco dagli occhi mavì; in uno sguardo, riassunsi tutta la venustà di quel corpo giovanile.

E afferrai l'impressione di lunga stanchezza che quel corpo giovanile mi produceva.

—Piaccio?—Lidia domandò con frase solita, ma con insolita freddezza.

—Piaci,—risposi, lasciandola

Ritornammo al nostro posto.

—Se si potesse ricevere in veste da camera, sarebbe una buona cosa,—osservò Lidia, sorridendosi nello specchio.—Credo d'esser più bella!

—Ah!… Ce n'è bisogno?…—

Un fiore, dal petto passò nelle mani della donna, che cominciò a sfogliarlo e a pelarlo con molta cura.