—Non c'è un bisogno pressante,—ella rispose,—ma la vanità è senza limiti. Dunque, renderemo la visita ai Cortalancia. Stasera c'è teatro?

—Non ho ancora i giornali. Anche a teatro vorresti andare in veste da camera?

—Oh, lì!—ella fece, con un gesto di trionfo.—Abbiamo gli abiti scollati, per la Scala!

—Nessuno t'impedisce di ricevere pure in abito scollato!—

Lidia modulò una risatina di sprezzo pel mio suggerimento che credeva serio, e se ne andò, alzando le spalle e dimenticando di chiuder la porta.

Era certo; la stanchezza cominciava a proiettar la sua ombra nelle nostre anime. Era anche logico; tutti gli amori finiscono, come cosa mortale, e il nostro non poteva già trovar nella legge, oltre la tutela, l'eternità; bensì, era la legge assurda, che prestava la prima e fingeva credere alla seconda.

L'abitudine aveva avvelenata la sorgente del piacere; l'idea piatta di rappresentar noi una simmetria legale con uno scopo determinato illanguidiva e smagava tutto quanto era spontaneità; impendeva sui nostri cuori, ne regolava i battiti, non ci lasciava la freschezza dell'improvviso. La legge era tra noi, coprendoci; mezzana stranissima che scemava le forze a luogo d'eccitarle.

Quale amarezza in fondo ai nostri baci! Un'amarezza; non dolore, non uggia irreverente; una delusione fisica e morale, pesantissima, che avrebbe rotto in lacrime, se tal linguaggio di sentimento ci fosse stato possibile.

Soffrivamo ambedue, Lidia ed io; ella, non arrivando a capire ciò che provava; io, arrivandovi troppo; ella, tormentata dall'indeterminatezza del mistero; io, da impeti subitanei. Se m'arrivava d'un tratto, acuto, inesorabile, il pensiero di poter io pretendere da lei e imporle l'amore che in altra donna avrei meritato per elezione,—il mio abbraccio si snodava, il suo corpo mi pareva cosa, non esempio di giovane bellezza. L'avrei respinta, Lidia, con brutalità, perchè incarnava il dovere e il diritto, il principio e la tradizione, la valvola di sicurezza della società mostruosa fatta per la massa.

Lidia sentiva così bene tutto questo, da non maravigliar di nulla. Aveva lasciata la sua casa ed era entrata nella mia…. con entusiasmo? con gioia irrefrenabile? No; con amore e illusioni, morte le quali, restavale in animo una congerie di teorie ridicole insegnatele da' suoi; teorie di cui intuiva la falsità non meno che il pericolo d'ammetterla. Assisteva allo svolgersi di teorie nuove, sentiva il rombo di nuove idee soffiate dal secolo morente, e considerando la nostra simmetria decrepita, s'impauriva di rappresentare ella medesima una di quelle idee agonizzanti, a ringiovanir le quali non la sua bellezza, non la sua fresca età, non il suo fascino raddoppiato mille volte, sarebbero bastati mai.