Un piccolo malessere di Lidia aveva servito a darmi un'idea delle straordinarie mutazioni che la verità può subire, conservando la propria forma.

Il medico aveva detto:

—La signora è un po' delicata e deve guardarsi dalla malaria che domina la città; c'è nella signora qualche accenno d'anemia, facile a combattersi.—

Lidia s'era impadronita trionfalmente di quelle due frasi e non le aveva mutate d'una parola; ma ripetendole ad ogni occasione, aveva dato loro un significato di minaccia quasi simbolico. Non si poteva aprire una finestra, senza che la donna si portasse il fazzoletto alla bocca per salvarsi dalla malaria; nè avveniva mai che Lidia si guardasse nello specchio senz'accagionare all'anemia il pallore del viso, e la striscia azzurrognola sotto gli occhi.

Ciò era grazioso, dapprima, rendendola quasi più fragile nel mio concetto; poi, divenne meno grazioso; e infine non fu grazioso per niente, quando l'anemia e la malaria furono usate da Lidia ad ogni scopo, e presero vita e consistenza di spettri che passavano instancabili ne' suoi discorsi e parevano essersi collocati stabilmente a guardia della sua alcova.

Gli amici avevano accolta la diagnosi del medico quasi come una notizia gravissima; raddoppiavan di cortesie verso Lidia e mi guardavano con profondo significato per inculcarmi che da me dipendeva la vita di lei. Le amiche erano state indulgenti, perchè tutte avevano alla lor volta qualche indisposizione civettuola di cui si servivano con impareggiabile maestria e che probabilmente ponevano esse pure a guardia dell'alcova. Gustavano la rinuncia di Lidia ai trattenimenti mondani; una signora, assidua frequentatrice di balli, di teatri, di concerti e perfino di conferenze, aveva applaudita Lidia caldamente, assicurandole che non v'era nulla più doloroso di quanto si chiama piacere; e guardando la faccia di suo marito, io me n'era sùbito persuaso.

Ma fui veramente sorpreso quando, il sabato grasso, Lidia accettò un invito dei signori Caccianimico.

—Faccio un'eccezione per loro,—ella disse.—È vero, Sergio, che faremo un'eccezione?…

—È verissimo,—risposi, nascondendo alla meglio il mio stupore.

Appena Clara ed Ettore Caccianimico partirono, domandai a Lidia: