—Tu intendi veramente andare a quel ballo?

—Ma che!—rispose Lidia.—Non avrei nemmeno un abito decente….

—E allora?…

—Sai,—disse la donna con aria esperta;—rifiutar sempre è noioso, diventa quasi una parola d'ordine; ho accettato per far cosa nuova; stasera scriverò un viglietto, pretestando un'indisposizione!—

Bisognava punirla; assolutamente, questa donna mi credeva condannato a seguire i suoi capricci, senza tener conto de' miei; accettava e declinava gl'inviti, li faceva accettare e declinare da me con un'indifferenza da bambina, come fosse identica missione accompagnarla al ballo o tenerle compagnia presso il caminetto. Bisognava punirla, immediatamente.

—Bella idea!—esclamai.

—Non ti pare?—fece Lidia, senza rilevar l'inflessione ironica delle mie parole.

La sera medesima, verso le dieci, mi ritirai in camera colla scusa di rispondere a qualche lettera.

—Mandami Andrea. Lo incaricherò di portare un viglietto ai
Caccianimico,—disse Lidia.

—Andrea serve a me per il momento,—risposi.—Lo manderai più tardi; così il pretesto sembrerà meno studiato.—