Una sola occhiata a Lidia mi persuase che avrei parlato indarno. Ella andava irrigidendosi ogni giorno più nella risoluzione di sfuggire il mondo; e come il passato carnevale s'era sottratta agli inviti, ora si sottraeva a qualunque proposta di svago. Varie amiche l'avevan pregata di prender parte a delle gite; la campagna nei dintorni di Milano, che lasciava il suo manto invernale per ricolorirsi a poco a poco, era deliziosa, e allettava a farvi delle escursioni; ma Lidia aveva da qualche tempo assunto per divisa il motto: questo m'è indifferente,—ch'ella ripeteva a frustrar qualunque insistenza.

Non partecipai, dunque, la mia idea a Lidia, acconciandomi a subire la conversazione di Pietro. Egli difendeva il Ministero; dacchè io lo conosceva, Pietro non aveva fatto di meglio, ne' suoi discorsi di politica; taceva solo fra una crisi parlamentare e l'altra; quando il Ministero era costituito, se ne estasiava, ripetendo le considerazioni dei giornali officiosi, quantunque pochi giorni avanti si fosse estasiato d'un Ministero affatto opposto. Ma Pietro Folengo era ministeriale per costituzione psicologica e avversarlo sarebbe stato come fargli un salasso.

Alle undici se ne andò; sùbito, Lidia mi disse:

—Vado a letto; mi sento poco bene.—

Si levò dalla sedia con apparente fatica, e finse trascinarsi fino alla soglia della sua camera. Qui, si rivolse e appoggiò una mano alla fessura della finestra, ch'era nell'angolo.

—Queste serramenta,—disse,—non potrebbero essere più cattive.
Soffiano aria da ogni dove.—

Tossì, portandosi il fazzoletto alla bocca, e uscì con andatura stanca.

Le parole eran quelle; ma il loro significato particolare m'era sufficientemente noto per non prendere abbaglio; senza muovermi dalla mia sedia, io sapeva che le serramenta funzionavan benissimo e che l'aria non vi soffiava punto, e che Lidia non era affaticata nè indisposta. Ogni sera, le parole mutavano, ma rimaneva il loro significato di preghiera; Lidia non voleva essere disturbata; la sua alcova era chiusa per me.

Da parecchio, ella non desiderava più il mio amore; ma era obbligata ad aspettare che io desiderassi il suo; leggiera prostituzione, inevitabile in tutte le buone famiglie amiche della quiete, nelle quali la donna si concede fredda per adempiere a' suoi doveri e non obbligare l'uomo a cercarsi una femmina altrove.

Lidia non mi conosceva così da indovinare che tale sommissione mi faceva somigliar la donna a una specie di medicinale vivente, di cui si prendon quelle dosi notturne che riescano a calmare i nervi; e non conoscendomi, l'ora di ritrarsi nella sua camera sembrava penosissima a Lidia; non si coricava più per riposare, ma perchè si sentiva poco bene; evitava d'incontrare i miei sguardi per timore di leggervi una domanda; talvolta faceva la storia delle sue indisposizioni; non si decideva a muoversi se non ben certa ch'io era compreso di tanti malanni.