—Appunto. Ed è per questo, anzi….
—Sì, sì, capisco,—osservò Ettore, alzandosi con un movimento rapido.—Tu sei ai primordî, e si fanno sempre di questi progetti sui primordî. Si redige l'elenco di quanti entreranno in casa e di quanti ne staranno fuori. Poi, tutto ciò passa, come un soffio….—
Cacciate le mani nelle tasche, Ettore s'avvicinò al quadro dei disegni, osservandoli attentamente, come li vedesse per la prima volta; non sembrava parlare che per sè, quasi senza guardarmi.
—Tutto questo non passerà,—dissi con intonazione ferma.
—E Angela Tintaro?—domandò Ettore d'improvviso, abbassando lo sguardo su di me.
Io mi morsi le labbra. Angela Tintaro veniva in casa mia da qualche tempo e Lidia le rendeva le visite; un piccolo incidente, una semplice seccatura, causata dalla mia indolenza. M'era parso che le accuse contro Angela Tintaro non fossero così provate da poterle sostenere e da impedire a Lidia quella relazione.
—Una cosa ben diversa,—osservai.
—La medesima cosa, l'identica!—ribattè il Caccianimico.—È tanto certo che la Uglio tradisce suo marito, quanto che la Tintaro seduce le donne. Fra l'un vizio e l'altro, fra le due corrotte, non so come tu possa fare un'eccezione per la seconda….—
Durante la breve pausa che seguì, mi domandai involontariamente se Ettore avesse il diritto di parlarmi in tal modo. Ero rimasto, seduto sul divano, attonito per il curioso indirizzo che la conversazione aveva preso, e alla domanda appena concretata in mente mi vedevo costretto a rispondere che Ettore poteva con arditezza giudicare e criticare quanto avveniva in casa mia.
Solo volgendo il pensiero ad alcuni anni prima, la figura di Ettore m'appariva assai più simpatica di quel che non fosse al presente. L'uomo aveva forse avuto un'unica vera amicizia per me, un'unica devozione per mio padre; più d'un viaggio in Italia e fuori era stato fatto con lui; più d'un consiglio opportuno m'era stato dato da lui in varî casi, e se io non aveva corriposto con pari affezione, ciò era avvenuto pel leggiero disgusto che io provava nel vedere un uomo così saggio per gli altri, così incoerente e lato di coscienza con sè medesimo.