—Credo sia chiusa: ci ha rimesso un mese d'affitto.

—E ha condotto con sè il bambino?

—Senza dubbio. Tu ne avrai dispiacere. È per questo che sei così agitata?

—Ne ho molto dispiacere—confermò Nicla.—Ma non sono agitata.

—Egli è con suo padre. Non è stato sempre con suo padre?—osservò la signora Carlotta.—Suo padre ci penserà.

—Come sai tutti questi particolari?—domandò Nicla alzandosi.

—Ma non si parla d'altro, in paese. Stamane son venute dieci persone a raccontarmi l'avvenimento. Bada che fa fresco; non andare al lago.

Nicla era già uscita.

Le martellava in cuore un'idea sola: «Non lo vedrò più!».

Glielo avevano rapito di notte, durante una tempesta, sotto i fulmini, per trascinarlo nuovamente a un'esistenza di disordini ansiosi e di febbrili vicende.