—Brunello dormiva. L'ho vestito io. Veniva a casa la sera sempre stanco, per le sue grandi passeggiate e per le corse che faceva con lei, signorina. Dormiva, e l'ho vestito io, l'ho messo io in carrozza, e l'ho avvolto ben bene di scialli e di coperte, perchè sentivo che il tempo era incerto. Non s'è nemmeno svegliato quando gli ho dato due grossi baci.
E tacque. Nicla guardò a terra.
—Non torneranno più?—chiese dopo un istante d'esitazione.
—Vorrei!—esclamò la governante.—Ma io ho ricevuto ordine dal signor conte di spedir casse e bauli che son rimasti qui all'indirizzo che il signor conte mi telegraferà.
Nicla si alzò lentamente.
—Non tornano!—disse.—Ma forse il vetturale. Vico….
—Vico Malerba….
—Vico Malerba è già rientrato, e si potrà sapere almeno se Brunello non ha patito durante il viaggio!
—Mi sembra ancor presto,—osservò la governante.—Ma andrò a vedere subito. E in ogni modo non dubiti, signorina….
La riaccompagnava a passo a passo dal salotto verso il vestibolo; e attraversando un corridoio laterale al giardino, la fanciulla vide in fondo, tra i fusti e il fogliame scuro, una tavola di legno. V'era dipinto in rosso e nero un soldato in grandezza naturale.