Dove trovar posa, dove trovare scampo, contro i ricordi che l'assalivano da ogni parte? Come vivere senza parlare mai del proprio dolore, senza confidarsi ad anima viva, simulando anzi il piacere pel piacere degli altri, la curiosità per la curiosità degli altri, simulando in una parola quella vita che traeva placida e noiosa prima di conoscere Brunello e la dolcezza d'un casto idillio?

—Hai saputo qualche cosa?—le domandò sua madre, vedendola tornare.

—Non ho saputo niente, perchè non ho chiesto niente!—ella rispose.

E salita nella sua camera, vi si chiuse, e si gettò sul letto a piangere.

X.

Il viaggio di Fabiano e Brunello era stato spaventevole.

Il conte aveva pensato di partire in carrozza verso l'alba, per raggiungere una stazione ferroviaria ch'era a dodici chilometri dal paese. Ma dopo pochi minuti di viaggio, l'uragano furioso era scoppiato. Fischiava il vento attraverso il fogliame che si disperdeva nell'aria, tentennavano gli alberi come dovessero ad ogni istante rovesciarsi addosso alla vettura, rombava il tuono da vicino e da lontano incessantemente.

Vico Malerba, il vetturale, accecato da nembi di polvere, non vedeva più la strada, e uno dei cavalli, ombratico e vizioso, tentava di prender la mano e di trascinare a sbrigliata fuga anche l'altro.

Brunello si svegliò.

—Dove siamo?—chiese.