—Sarà cosa da nulla, vedrà…. Il cambiamento del tempo…. E poi i bambini salgono e scendono con la febbre.

—Va a cercare il medico!—interruppe il conte.

Il vetturale uscì e parlò con l'ostessa. Non v'erano in quel villaggio nè medico nè farmacia.

Quando fu detto questo a Fabiano, egli tese il pugno verso il cielo e si lasciò sfuggire una bestemmia.

—Bisogna trovarlo,—rispose.—Mandate a cercarne.

—Otto chilometri d'andata e otto di ritorno, signor conte,—osservò l'ostessa.

Fabiano le mosse incontro con tal piglio, che la donna uscì senza più ribattere.

Passarono due, sei, dieci ore; cessò la tempesta, venne il sole, tramontò. Nella stanza il padre tormentato dallo spavento e dal rimorso percorreva chilometri in uno spazio di quattro metri, e il bambino smaniava nel delirio.

Verso le sette di sera giunse il medico; un povero piccolo medico di campagna, il quale aveva avuto la previdenza di portare seco il chinino. Non riuscì a fare una diagnosi precisa, parlò d'elmintiasi e diede il chinino, prescrivendo di ripetere di tre in tre ore la dose.

Scese la notte.