—La signora contessa si lagna di non aver notizie del signor conte che quando il signor conte ha bisogno di denaro. In tutti gli altri giorni dell'anno, il signor conte non dà segno di vita ad alcuno della famiglia.
—Questa è un'insolenza!—esclamò Fabiano, lanciando un'occhiata penetrante all'uomo che a pochi passi dalla soglia stava ancor dritto in piedi.—E quando la incaricano di dirmi un'insolenza, lei dovrebbe rispondere che la sua posizione d'impiegato non glielo permette, perchè io non posso raccoglierla.
Il dottore Alemanni battè presto le palpebre, ma toccò il colpo bravamente in pieno petto, senza dare altro segno di commozione.
Seguì una pausa.
Fabiano guardò il soffitto, verso il quale lanciò il fumo della sigaretta; ma vide per la prima volta che il soffitto era dipinto a colori, verde con giallo, che si aggrovigliavano in arabeschi atroci mal sicuri e mal finiti, e ritorse lo sguardo sdegnato.
—Alle corte,—riprese d'un tratto.—Mia madre è disposta ad aiutarmi?…
—Io sono incaricato….—cominciò l'Alemanni.
—Non parlo di lei, parlo di mia madre e dei miei fratelli,—interruppe Fabiano.—Dunque: sì o no?
—Forse!—rispose il notaio.
Il conte lo interrogò con lo sguardo.