—È già qualche cosa!—disse.—Non vogliono dunque ridurmi alla fame, alla disperazione, al suicidio?… E quali sono i motivi di questa benevolenza improvvisa?

—Se il signor conte mi lascerà parlare, io potrò spiegare tutto,—rispose l'Alemanni sorridendo,—ma se mi arresta ad ogni parola, non c'intenderemo.

—Si è che lei fa un abuso deplorevole di circonlocuzioni,—osservò Fabiano,—e le circonlocuzioni sono utili in diplomazia, cioè sono utili a niente; quando si trattano affari, bisogna parlar chiaro, secco e preciso….

Guardò ancora una volta il notaio, poi soggiunse:

—Sieda!

Il dottor Alemanni prese posto in una poltrona di fronte a Fabiano, e cominciò:

—Ecco: quanto alla cambiale di cui ella ha scritto nella sua lettera, la famiglia di lei è disposta a pagare ancora per questa volta, purchè la cambiale sia presentata a Sua Signoria il conte Francesco.

—Non si fidano di me?

—Il signor conte Francesco pensa ch'ella potrebbe venire a una transazione col creditore, pagare una metà e giuocar l'altra, lasciando una nuova cambiale di seimila lire.

Fabiano diede in una risata.