—Che cosa viene a fare?—gli domandò Nicoletta ruvidamente.—Io non godo un poco di libertà che in campagna.

—Ma appunto per questo,—rispose Duccio, sorridendo,—appunto per questo spero che potremo conoscerci meglio….

—S'inganna,—interruppe Nicoletta.—In campagna, io sto sempre sola; vado, vengo, passeggio, esco in barca e in carrozza, e non dò conto a nessuno di ciò che faccio. Sto benissimo così: sono felice soltanto quei pochi mesi e non muterei nulla alla mia vita per nessun patto.

—Saprò farmi tollerare,—rispose il conte col suo sorriso, che diventava impacciato.

—Non ci si provi neppure!—consigliò Nicoletta.—E del resto, perchè vuole conoscermi meglio? Non mi conosce abbastanza?

—A dir vero, credevo,—osservò Duccio,—di conoscerla abbastanza. Ma ella mi prova col suo acerbo rimprovero e con la sua severità che sono ancor lontano dal sapere tutto il suo carattere.

—Ho un carattere molto antipatico. Glielo dico io per la prima,—rimbeccò Nicoletta.

—Vorrei essere sicuro che non è antipatico soltanto per me,—rispose
Duccio timidamente.

La fanciulla rise.

—Oh no,—disse,—è per tutti! Ma se vuole che per lei sia meno antipatico che per gli altri, non venga in campagna; mi lasci tranquilla….