Ma non appena la cameriera fu uscita, balzò dal letto e infilò l'accappatoio.
Bisognava sbrigarsi; far due passi in attesa che la mamma fosse pronta, e arrivar fino alla buca delle lettere.
Scrisse in fretta, per la prima volta in sua vita, di nascosto, con un batticuore che le sollevava il petto.
«Caro piccolo Bruno,
«Sono contenta che stai bene. Il vetturale mi ha detto di aspettarti. Io ti aspetterò sempre. Sta lontano dai pericoli, dall'acqua, dalle vetture, dai cavalli. Voglio che tu sia savio e bello, come quando andavamo a vedere il tramonto e tu ascoltavi la poesia, e poi giocavamo al cavallo e al bastimento. Mandami presto tue notizie, per sapere dove sei….»
S'interruppe: aveva udito qualcuno rasentar l'uscio; nascose la lettera e si mise in ascolto. Il passo della cameriera si allontanava.
Nicla riprese:
«….dove sei. Ti prego di ringraziare il signor Conte e di presentargli i miei saluti. Non ti dimenticare della tua
«NICLA».
Scrisse l'indirizzo: al signor Conte Brunello di San Pietro, e vi aggiunse il nome dell'albergo e della città, copiandoli dalla lettera del conte Fabiano.