—Oh,—disse a sè medesima, alzando le spalle.—Io avevo voglia di corrispondere col mio uomo e di parlargli direttamente per fargli piacere. Il conte Fabiano è intelligente e capirà. È scappato di qui per non pagar la cambiale e ha già scovato anche il denaro per andare a divertirsi. Dunque è intelligente…. Povero piccolo, il mio Bruno! Con quel papà intelligente, non troverà più un soldo quando sarà grande, e dovrà lavorare per vivere!

E ricordò ch'egli voleva scrivere le memorie di viaggio e guidare i cavalli.

—Bisognerà che si decida tra il cocchiere e il letterato!—concluse sorridendo.

Ma la risposta di Bruno tardò quattro giorni; infine giunse dentro una busta col francobollo del Principato di Monaco; e diceva:

«Cara Nicla,

«Io son qui con il papà a Monte Carlo. Non a voluto ricondurmi sul lago perchè dice che il mare mi fa più bene, ma io sono maninconico ed egli è allegro perchè habbiamo tanto e poi tanto denaro e il papà è fortunato. Io volio ritornare; io ti scrivo per dirti che volio ritornare; non mancare di scrivermi per dirmi che mi aspetti sempre sempre. E sono molto savio. Il papà mi avverte che partiremo per andare ancora lontano. Ti volio molto bene lo sai più bene che a tutti al mondo. Io sono sempre maninconico senza di te. Addio. Ti do tanti baci grandi. Ti dico che ti volio bene e bisonga che io torni per darti i baci ma davvero. Tuo

«BRUNELLO.»

SECONDA PARTE.

Io coglierò per te balsami arcani….

XIV.