Fu a Parigi nell'appartamento di via Glück, che Brunello ricevette da Nicla una lettera, la quale terminava così: «Ti prego di scrivere da ora in poi non più alla signorina Nicla Dossena, ma alla signora Nicoletta Barbano, casa Barbano, via Santa Margherita. Hai inteso bene, caro?».

Bruno corse da suo padre a chiedere spiegazioni.

—Vuol dire,—dichiarò il conte, dopo aver gettato l'occhio sul poscritto,—che Nicla si è sposata con questo signor Barbano.

—E perchè non è più signorina?

—Ciò succede alle ragazze quando si sposano!—disse Fabiano col suo lieve sorriso canzonatore.

—Ma che cosa significa se si è sposata?

—Significa che va a spasso con Barbano, pranza con Barbano, vive nella stessa casa di Barbano, si lascia dar qualche bacio da Barbano, e fa baruffa con Barbano. Tutto Barbano, insomma!

—Allora peggio di Duccio?—incalzò Bruno, stringendo e spiegazzando la lettera nel pugno.

—Non so che cosa abbia fatto Duccio!—confessò il conte.

—Ma io Barbano non lo conosco!—riflettè Bruno.