Ma dentro gli occhi la visione era rimasta ancora ostinatamente per altri mesi, netta e viva come la figura d'un quadro.

Era Nicla seduta sopra un tronco abbattuto, rossa nel tramonto di fiamma; era Nicla tutta chiusa in un abito color d'acciaio, con un cappello morbido piantato di traverso sulla testa a guisa del feltro d'un arlecchino; era Nicla curva ad accarezzarlo, con gli occhi smarriti nella gioia pura d'un'ingenua amicizia, con l'anima aperta a cantar la poesia misteriosa.

Era Nicla che vegliava il sonno di lui, che salutava il suo risveglio al mattino; era per Nicla ch'egli studiava, voleva sapere e vedere; per Nicla non commetteva imprudenze, montava a cavallo saviamente, senza far bravate; a Nicla avrebbe raccontato le sue gesta e confidato le sue impressioni; a Nicla avrebbe descritto le donne che tornavano a passar per casa, belle esse pure, e tuttavia a lui indifferenti, e tuttavia egli era loro spesso ostile; mancavano di qualche virtù preziosa e arcana, che si leggeva negli occhi limpidi, sulla bocca soave della fanciulla.

Qualche cosa di tutto questo egli diceva già nelle sue lettere, che gli costavan molta fatica; ma avrebbe detto il più a voce, con la guancia appoggiata alla guancia di Nicla.

Poi il sogno erasi disperso, l'edificio crollato rumorosamente.

Nicla non era più Nicla. Il matrimonio l'aveva fatta ritornar
Nicoletta, e un uomo stava a lei vicino…. La baciava!…

Bruno non aveva idea del tempo; non sapeva che mentre egli diventava, la fanciulla doveva vivere, ch'egli andava incontro alla giovinezza ed ella se ne allontanava, che a un certo punto quella medesima fanciulla la quale è una giovane signora se si marita, è una vecchia zitella se il marito non c'è.

Egli sapeva ch'ella offriva la bocca a un uomo e appoggiava la guancia alla guancia d'un uomo, forse in quella medesima campagna, per i meandri fronzuti di quel medesimo bosco il quale apparteneva al fanciullo, e, sacro alla sua storia, era stato arco e cornice al lontano idillio.

Non scrisse più a Nicla; aveva dovuto infine scrivere suo padre, pregato dalla giovane, la quale chiedeva notizie dopo mesi di silenzio; e Bruno si ribellò all'ordine di riprendere la corrispondenza.

—Non so nulla, io!—dichiarò a suo padre.—Non ho niente da scrivere.