Il sarcasmo! la beffardaggine! l'ironia! Ma era ciò che tacitamente più ammirava il Salapolli, il quale non era mai stato capace di sorridere per tutti i suoi cinquant'anni di vita. Il sarcasmo! la beffardaggine! l'ironia! Ma era il colpo di spada con cui Bruno istintivamente troncava una questione, uccideva un avversario…. Fin che taceva o s'irritava o si commoveva, l'uomo e la questione eran vivi nel suo cervello. Quando vi gettava contro l'acido del suo spirito, la questione e l'uomo eran ben morti.
Sua madre non poteva comprendere queste sottigliezze, perchè fra tutti era la persona che meno conosceva Bruno; forse il gusto per le cose belle ed eleganti veniva da lei e s'era trasformato in inclinazione d'arte; forse a lei doveva Bruno la mobilità dell'ingegno, la vivacità dell'imaginazione, la squisita sensibilità.
Ma ella era lontana da lui; e al professore Salapolli pareva che la contessa non fosse più tanto spaventata dall'idea dei cattivi esempii e dei grandi modelli di sarcasmo che stavano sotto gli occhi di Bruno a Parigi. Eran passati i tempi in cui Clara Dolores sguinzagliava avvocati e sciupava lettere e telegrammi e carta bollata per avere seco il figlio.
Fiutando in aria e guardandosi intorno e vedendo gentiluomini e ganzerini che frequentavano in gran numero la casa, il modesto bibliomane aveva anche indovinato perchè Bruno poteva stare e poteva andarsene, senza gioia soverchia e senza eccessivo dolore della madre.
Infatti, non appena egli espresse il desiderio di tornare da suo padre, Clara Dolores annuì.
Egli aveva allora quattordici anni; portava i capelli lunghi fino alle orecchie e tagliati a tondo; era sottile ma ben costrutto; vestiva spesso di velluto, coi calzoni chiusi sopra il ginocchio, le calze fini, le scarpette scollate. Se metteva in capo il suo berretto preferito con la penna di fagiano, dava l'idea d'un paggio.
Le ragazze che frequentavano l'appartamento di via Glück lo guardavano con un sorriso un po' inquieto, ed egli non le guardava punto; o per vero dire, le guardava tutte nella stessa maniera, con una cortese indifferenza.
Il conte che ne era superbo, teneva l'occhio piuttosto sulle ragazze che su di lui; teneva l'occhio specialmente sopra una leggiadra bionda, esile, con grandi occhi grigi, mademoiselle Armande Jeoffroy, dal fine profilo e dalla testa balzana. Aveva ventidue anni, era l'amante d'un ufficiale d'artiglieria che giuocava sempre e perdeva forte.
Armande era stata presa per Bruno da un'affezione che al conte sembrava smodata; e di tanto in tanto, battendo lievemente sulla spalla di lei e indicando con gli occhi il ragazzo l'avvertiva:
—Glissons, mademoiselle, n'appuyons pas!