—Il papà me lo ha detto or ora; il famoso conte Fabiano Traldi di San Pietro. Famoso lo ha chiamato il papà, perchè è carico di debiti e si accapiglia con sua moglie. E mi ha detto anche di schivarlo quanto sarà possibile.

—È sottinteso,—assentì la signora.—Ma capisci quale sciocchezza hai commesso?

—Io?—esclamò Nicoletta sbalordita.—Gli ho detto io di far debiti e di accapigliarsi con sua moglie?

—No: ma vedi quali vicini abbiamo?—osservò la madre con improvvisa dolcezza.—La villetta non poteva essere affittata da un altro?

—Oh, da mille altri!—rispose Nicoletta ridendo.—E che me ne importa?

—Eh no, no! Un altro la voleva; io lo so,—disse la signora sempre dolcemente, con un piccolo sorriso.—E per colpa tua, è andato tutto in fumo.

—Signore Iddio, vi ringrazio!—esclamò Nicoletta.—Duccio! La voleva Duccio! Ora ho capito; e io l'ho pregato di star lontano…. È di questo che mi accusi?… Ma ne sono molto soddisfatta, devo confessartelo. Ti figuri una vicinanza simile?

—E perchè no? Il conte Duccio Massenti è uno squisito gentiluomo, la cui compagnia avrebbe fatto piacere a tutti.

—Fuori che a me!—interruppe Nicoletta.

—E tuo padre e tua madre non contano nulla, allora?—domandò la signora Carlotta, aggrottando le sopracciglia.