—Lo credo,—rispose Bruno con un sorriso.—Ho vent'anni!

Si guardò intorno: erano in un piccolo salotto, addobbato con una stoffa a liste verticali argentee sul bigio; la luce falsa della nevicata dava un chiarore albale ai mobili di stoffa bigia a liste argentee.

—Dimmi,—seguitò Nicla ansiosa.—Quando sei arrivato?

—Da due giorni,—rispose Bruno.

Egli stava seduto di fronte a lei e si tenevano ancora per mano.

—Col tuo papà?—riprese Nicla.

Un velo di dolore calò sul volto del giovane.

Nicla esitò: aveva toccato una ferita.

—Mio Dio,—interrogò a bassa voce.—Non c'è più?

—C'è,—disse Bruno sordamente.—Ma sta male: da quattro anni in una casa di salute.