—Il signore.
—Aspettami!—disse Nicla a Bruno.
Bruno aspettò con la fronte appoggiata ai cristalli d'una finestra, pensoso, come quando, piccino, soffiava sui vetri e disegnava pupazzi col dito nel velo del fiato.
Nicla tornò.
—È mio marito,—disse,—che mi avverte che verrà a pranzo più tardi del solito.
Bruno la guardò e non rispose.
—Ascoltami,—ella soggiunse.—Bisognerà che io ti presenti. Vuoi questa sera stessa?
—No,—disse Bruno.—Domani. Mi aspettano a casa. Quando ti ho incontrata, ero con Salapolli; non mi ha più visto, e avrà creduto che io sia scomparso nella neve….
—Rapito!—corresse Nicla.—E Salapolli è sempre con te?
—Sì, povero vecchio! Mi vuol bene, e vuole anche molto bene al mio papà….