Consegnò il cappello e la pelliccia al domestico, e precedette il
Salapolli nella biblioteca, a pian terreno.
E camminandogli innanzi, seguitò
—Che vuoi, Pantalone mio? I bei ragazzi trovano le fate all'angolo della strada.
Poi, non appena fu nella biblioteca, fece tre o quattro salti, tre o quattro piroette, sotto il naso del Salapolli trasecolato.
—Ah com'è bella!—esclamò.—Com'è bella, giovane, pura! Com'è ancora lei! Ed è mia, mia, tutta mia!… Ha ancora diciotto anni!… Io sono ancora un bambino…. Non sognavo, quando la vedevo così, unica al mondo, col cuore preso, invaso dal suo ricordo!… Mi ha sempre aspettato, ha sempre fidato nel mio ritorno….
Fece ancora una piroetta con tale velocità, che il Salapolli si trasse indietro per non esserne rovesciato.
—Ma, signor conte!—disse, strabiliando.
—E tu sei una bestia, vedi?—riprese Bruno, fermandosi di contro al Salapolli e appuntandogli l'indice sotto il naso.—Le hai scritto che mi sono battuto, e le hai detto d'incoraggiarmi!… Dio degli Dei, che bestie sono questi bibliomani…!
—La signora Nicoletta!—esclamò il Salapolli.—Ha ritrovato la signora Nicoletta!…
—Nicla, Nicla, Nicla!—esclamò Bruno.—La mia Nicla!