—Fiore di donna!—definì il Salapolli.

—Fiore di donna, fiore di bellezza, fiore di virtù, fiore di bontà, fiore di tutto!…

—E la signora l'ha baciato sugli occhi!

—Naturalmente. Anch'io l'ho baciata. Non è mia sorella? Non è stata sempre mia sorella?

—Ah!—fece il Salapolli, negligentemente.

—Già, tu, vecchia cartapecora, non capisci nulla di queste cose!

—È arrivata molta posta per lei!—ripetè il Salapolli.

—Vediamo.

Sedettero a una lunga tavola, nera come le scansie che chiudevano i libri. La tavola occupava il mezzo della sala, in cui pioveva la luce da due grandi finestre e da una tettoia di vetro.

Con un sottil tagliacarte che somigliava a un pugnale, Bruno tagliava rapidamente un lato delle buste, apriva, leggeva, guardando innanzi tutto la firma.