—Eh, lo so!—interruppe Bruno con un sorriso.—Se tutti i suoi amanti le mandassero cento lire, diventerebbe milionaria!… Ma nessuno le manderà nulla. E in ogni modo ciò non mi riguarda.
—Io non volevo dire niente di tutto questo,—fece il Salapolli ostinato.—Volevo dire che bisogna andar piano coi biglietti da cinquecento lire. La signora contessa….
—Sì, la signora contessa spende molto, getta i denari dalla finestra, se li fa mangiar da tutti…. Me lo hai fatto comprendere mille volte, caro Pantalone…. Ma oggi, proprio oggi che sono felice e ho ritrovato la mia Nicla, proprio oggi vuoi ch'io lesini con una donna che mi ha amato? Non hai vergogna, vecchio esoso?… Dunque, cinquecento lire a Armanda, e subito!
Il Salapolli scosse il capo, disapprovando.
—Sua Signoria sarà servita!
Bruno si mise a ridere; fissò il vecchio, che masticava la punta della barba; e seguitò:
—Ti ricordi che cosa diceva il povero papà? «Quando non ce ne sono più, ce ne sono ancora!». Ebbene, io son dell'opinione del papà!…
Il Salapolli continuava a scuotere il capo.
—Insomma, tu mi annoi!—dichiarò Bruno.—Tu vivi da anni in un grande errore!…
—Io?—esclamò il Salapolli.