—Tu sei sempre vissuto nell'errore di credere che io abbia mai contato e che conti sopra il mio patrimonio. È qui dove si vede che tu sei uno sciocco. Neppure un centesimo di quel danaro si troverà fra qualche anno, ne sono sicuro; sarà tutto sperperato; ha cominciato il papà; finirà la mamma. E a me non ne importa nulla!
Il Salapolli lanciò un'occhiata interrogativa al suo giovane amico.
—Nulla!—ripetè questi.
Stese la mano destra sulla tavola, ne mostrò il palmo al vecchio.
—Vedi?—seguitò.—Qui dentro c'è tutto! Volontà, energia, forza, potenza di miracoli; e ci sarà un giorno anche il danaro, e ci sarà un giorno anche la gloria; tutto è chiuso qui dentro! Non sono uomo che viva del patrimonio comodo. Ho piacere, anzi, che al momento in cui balzerò nella vita per combattere, quel danaro sia sfumato; altrimenti direbbero che la mia vittoria è stata troppo facile, perchè non ho patito la fame e il freddo.
Guardò ancora la mano, e ripetè:
—Tutto è qui dentro, chiuso!
Ma alzando lo sguardo, vide che gli occhi del Salapolli s'erano inumiditi per una commossa ammirazione.
—Se piangi,—gli disse ridendo,—ti getto tutte le buste sulla faccia!…
—Vuole,—mormorò il Salapolli,—che alla signorina Armanda spediamo mille lire?…