—Mi fido!…
Il seno di Nicla si sollevò con un respiro profondo.
Ella sapeva che cosa volevan dire quelle parole; suo marito le aveva pronunziate un'altra volta, quando un nugolo di giovani e vecchi corteggiatori, di abili damerini e bellimbusti le si era stretto intorno, assediandola tenacemente. Gigi non l'aveva sorvegliata; non aveva dubitato un istante di lei; l'aveva lasciata alla sua coscienza e alla sua rettitudine. Era libera; non doveva render conto alcuno di ciò che faceva. Suo marito aveva una troppo alta idea di lei per chiederle ragione della sua condotta. La guardava negli occhi, e gli occhi rispondevano sereni e calmi.
Nicla ebbe quel sorriso di gratitudine contenta, che Gigi comprendeva.
—Ha chiesto d'esserti presentato, e verrà domani sera,—soggiunse la giovane.
—Oh, bene!—esclamò Gigi.—Domani sera conosceremo il bambino di vent'anni…. Sia detto tra di noi: io penso che quel tuo bambino ne abbia già fatte di tutti i colori….
—È molto infelice!—ribattè Nicla.
—Lo credo; ma se è figlio di suo padre….
Il volto di Nicla si contrasse.
—Suo padre è chiuso in uno stabilimento di pazzi!—disse con voce sorda.