—Io prometto a una condizione,—mormorò Bruno.
—Oh, il vile che si vende!—esclamò Nicla con un piccolo riso.—Sentiamo.
—A condizione che tu ti lasci baciare sulla bocca.
Impensatamente, dissennatamente, ella gli offerse subito la bocca.
E si baciarono, a lungo, gli occhi chiusi, con l'avidità di due anime che si confondono, con la bramosìa con cui l'assetato beve, beve, beve, fino all'ebbrezza mortale, fino alla follia, fino all'annientamento, si baciarono col cuore che pulsava vertiginoso, con la gioia di sentirsi vuotar le vene di tutto il sangue.
Poi quando si sciolsero da quella stretta invincibile, si guardarono e videro gli occhi soli che sfavillavano nel volto interamente bianco.
E tacquero.
Ciascuno era entrato nel cuore dell'altro e aveva capito.
La prima a riprendere la parola fu Nicla; ma la sua voce era nuova, col tremito che veniva dal terrore d'un'anima sul ciglio d'un abisso imperscrutabile.
—La tua casa è pronta?—chiese, per dir qualche cosa.