—Non ancora!—rispose Bruno.

Tacquero di nuovo. Era impossibile parlar di cose comuni.

Avevano bisogno ambedue di raccogliersi e di meditare.

Nicla stava aggomitolata, meglio che seduta, in un angolo del divano.

Bruno trovò il suo sgabelletto e lo portò ai piedi di Nicla.

La donna fece un gesto istintivo, come per respingerlo.

—Lasciami!—supplicò Bruno.

Sedette ai suoi piedi, posò il capo sulle sue ginocchia, e pianse in silenzio.

—Bruno,—disse Nicla, a un tratto, con voce grave e pacata.—Ascoltami!… Devo dirti qualche cosa che mi costa molto; ma tu comprenderai.

—Ti ascolto,—rispose Bruno senza muoversi.