Nicla si raccolse, meditò; poi con uno sforzo riprese:
—Oggi ho capito. Tu mi ami, non come una sorella; come una donna….
Arrossì, tacque ancora; si fece forza nuovamente, e soggiunse:
—Tu vorresti che io fossi la tua amante.
Bruno scosse il capo, ma non osò negare in altro modo.
—Ascoltami, Bruno. Io sono tua. Ma bada; tu non mi chiedi l'amore: tu mi chiedi la vita! Io non saprei ingannare nessuno; e quand'anche sapessi, no, mio marito, colui che ti ha accolto a braccia aperte e ti ha chiamato fratello, io non lo ingannerei. L'indomani del giorno in cui fossi stata tua, mi darei la morte. Hai compreso?… Se tu vuoi ch'io muoia, chiedimi l'amore: e ti darò l'amore e la vita; ma sopravvivere mi sarà impossibile…. Hai compreso…?
Egli si alzò.
—Ho compreso,—disse.—Non ti chiederò e non vorrò che il tuo affetto di sorella.
Nicla lentamente gli asciugò gli occhi arrossati da lagrime che parevano avergli bruciato le palpebre.