—È ardito ciò che dici!—osservò Bruno.

—Non lo dico io: lo dice la storia di tutte le letterature.

—Talchè, la disperazione potrebbe produrre il capolavoro?

—Sovente, sovente!…

—Andiamo, pagliaccio! E il Don Chisciotte, e il Decamerone, e il Canzoniere, da quale odio son nati?

—Ma il genio di tutti i genii non ha scritto l'Inferno per odio e per vendetta, per ira e per isdegno? Ma nello Shakespeare, dall'Otello all'Amleto, non sente il turbine di tutte le passioni? E la disperazione non ci ha dato il Werther? Mediti ciò che le dice un uomo, il quale non s'intende di nulla, fuor che di libri; se ha veleno nel cuore, lo lasci libero; sarà fecondo!

Bruno crollò il capo ridendo e parlò d'altro.

Ma gli parve molto strano che in quei giorni anche Clara Dolores gli tenesse parola del libro.

Ella sapeva da tempo che il figlio aveva un'inclinazione spiccata per la letteratura e andava preparando la sua prima opera; e gliene chiese notizie.

—Nulla di buono, nulla di pronto, cara mamma!—rispose.