—Giovane come sei e col tuo ingegno, in breve tempo ti faresti la coltura necessaria per una professione più pratica!—ribattè la contessa.
—T'inganni. Non avendo alcuna passione per il commercio, non vi apporterei nulla,—rispose Bruno.—E resterei sempre tra gli ultimi.
La contessa tacque un istante, quasi cercasse argomentazioni più decise.
—Si è che,—ripigliò quindi,—si è che la letteratura non ti darà altro che fumo. Tu hai bisogno d'una posizione indipendente, e i poemi e i romanzi e tutte le forme di letteratura non riusciranno a fartela. Se non avrai danaro tuo, stenterai la vita. Un poema, oggi, non si paga nemmeno: un romanzo si paga poco, e può costarti un anno, due, tre, di lavoro e di fatica. Hai scelto una carriera alla quale occorrono non soltanto qualità d'ingegno, ma qualità di carattere che s'avvicinano a quelle d'un apostolo o d'un martire….
—Mamma,—interruppe tranquillamente Bruno,—queste idee non sono tue.
—Lo confesso,—rispose Clara Dolores.—Non ho sufficiente esperienza della vita letteraria per giudicarla con sicurezza. Sono idee degli amici coi quali ho parlato di te e ai quali ho chiesto qualche consiglio….
Bruno si levò d'un balzo.
—Duccio Massenti!—esclamò.
La contessa non rispose.
—Duccio Massenti!—ripetè Bruno.—È lui che ti consiglia a contrastar la mia strada e a spingermi verso una Banca, presso la quale sarei e resterei l'ultimo degli impiegati?