—Io non sapevo nulla di tutto questo!—mormorò la contessa.
Bruno si piegò, le baciò la destra, e con voce carezzevole soggiunse:
—Hai ragione, povera mamma; tu non sapevi nulla, e ti chiedo scusa d'aver parlato con qualche vivacità. Ma Duccio Massenti sa tutto, e deve guardarsi.
Dopo quel colloquio, Clara Dolores non parlò più a suo figlio di letteratura; ma Bruno s'accorse che Duccio Massenti era scomparso. A qualunque ora egli salisse da sua madre, a tutti i ricevimenti, a tutti i pranzi, a tutte le gite di piacere, non gli avveniva mai d'incontrar Duccio Massenti.
Bruno pensò che sua madre lo avesse messo alla porta, dopo una spiegazione; e non era lontano dal vero.
L'accenno alla conoscenza di dodici anni prima e alla gita in barca avevan posto la contessa sopra una traccia; e non le era stato difficile andar fino al fondo. Duccio Massenti era stato il suo primo fallo, ed egli lo sapeva; e sapendolo contava d'abbandonarla alla lesta per contrarre un ricco matrimonio. La contessa pensava mortificata che la signorina Dossena doveva aver capito tutto, e che in quell'episodio singolare stava la ragione misteriosa per la quale il matrimonio con Duccio Massenti era sfumato, e poco tempo di poi la signorina sposava Gigi Barbano, contro l'aspettazione di tutti.
Il cinismo di Duccio, l'offesa fatta a lei e a Nicoletta, le parvero mostruosi; e chiamato in fretta Duccio Massenti dopo il colloquio con Bruno, e strettolo di brevi domande sicure, lo aveva cacciato di casa, in un impeto di furia irrefrenabile.
XXII.
Brunello Traldi era tornato savio.
Lo diceva egli stesso qualche volta con espressione infantile: