Bruno che precedeva, scorse nel vestibolo un signore, il quale parlava col portiere; e questi a capo scoperto gli dava indicazioni. Era Gigi Barbano.
—Gigi!—esclamò Bruno, correndogli incontro gioiosamente.—Cerchi di me?
—Sì,—rispose Gigi, stringendo la mano al giovane.—Mi dispiace di giungere in momento così inopportuno!
—Che, che! Rinunzio subito alla gita; farò colazione con te. Vieni, che ti presento a mia madre.
La contessa stava nel mezzo d'un crocchio e assegnava i posti, con una certa abile malizia perchè tutti si trovassero appaiati opportunamente; e faceva i nomi delle coppie, che si presentavano, salutavano e sorridevano.
—Che intelligenza!—borbottò un giovane vestito di bianco.—Come ha fatto a comprendere che io non posso vedere la contessa Sbrùgola e l'ha ficcata nell'altra carrozza?
—Mamma!—chiamò Bruno.
—Caro?—disse Clara Dolores, allontanandosi un istante dai suoi ospiti.
—Permettimi di presentarti il mio amico Gigi Barbano.
—Oh, ne ho molto piacere!—esclamò la contessa, stendendo a Gigi la destra, ch'egli baciò.—Io ho conosciuto la sua signora quand'era signorina Dossena; e non l'ho più dimenticata, tanto era bella e gentile….