Bruno non rispose, ma i suoi occhi s'infoscarono.
—È triste, è orribilmente triste!—esclamò Gigi che aveva compreso.—Tu hai bisogno di distrarti; e per ciò ti abbiamo pregato e ripregato di venir da noi…. Forse ci tieni il broncio per qualche ragione che non sappiamo.
—Oh, amico mio!—disse Bruno, afferrando la mano di Gigi.—Il broncio con te, con voi?
Si alzò e si mise a passeggiare inquieto.
—Non so che cosa mi tenga lontano!—soggiunse, fermandosi d'un tratto innanzi a Gigi.—Mi pare che quella campagna, che mi è stata tanto cara, sia ora tutta lagrime; mi pare ch'io debba piangervi e disperarmi! Troppi ricordi felici contrastano col presente! Vedi: tu hai ammirato mia madre per la grazia ed il brio. È una donna straordinaria; è la sola persona che invidio; trova dentro di sè una energia e una volontà che mi sbalordiscono ogni giorno come un nuovo miracolo. Io non trovo nulla.
—Tu troveresti nel lavoro quel che cerchi!—rispose Gigi.—Ma lavorare non vuoi!…
—Non voglio?—ripetè Bruno.—Vorrei! Soltanto, ho nel cuore un tale frastuono….
S'interruppe; qualcuno batteva all'uscio.
—Avanti!—disse Bruno.
Il professore Salapolli varcò la soglia, ma vedendo uno sconosciuto, si ritrasse.